sabato 9 gennaio 2016

Il 9 gennaio 1878 moriva a Roma il re d'Italia Vittorio Emanuele II di Savoia. In questa occasione il pittore toscano Odoardo Borrani eseguì la tela “Il dispaccio del 9 gennaio 1878”: la lettura della notizia della morte di Vittorio Emanuele II, viene calata nell'intimo di un interno borghese, in un’atmosfera privata. 
Oggi l'opera è conservata al Centro Matteucci per l’Arte Moderna di Viareggio.


Il 9 gennaio 1881 nasceva a Firenze lo scrittore e poeta Giovanni Papini. Appassionato sin da piccolo alla lettura, nel 1899 si diplomò e insegnò qualche anno, per poi diventare bibliotecario.
Nel 1903, fondò assieme a Giuseppe Prezzolini, Giovanni Vailati e Mario Calderoni la rivista Leonardo e successivamente collaborò come redattore capo ne Il Regno del nazionalista Enrico Corradini. 
Nel 1908 fondò La Voce, destinata a essere una delle più importanti riviste culturali del Novecento, che continuò a gestire fino al 1916. Poco dopo fondò insieme a Giovanni Amendola la rivista Anima, di tendenza teosofica, che ebbe solo un anno di vita.
Il 1º gennaio 1913 creò con Ardengo Soffici la rivista Lacerba, appoggiando il futurismo.
Si batté per l'intervento italiano nella prima guerra mondiale ma non fu arruolato per problemi alla vista. 
Qualche anno più tardi aderì al fascismo ma nel 1935 rifiutò l'offerta della cattedra di letteratura italiana all'Università di Bologna. Nel 1937, pubblicò il primo volume - poi rimasto unico - della Storia della letteratura italiana con la dedica "Al Duce, amico della poesia e dei poeti". Poco dopo ricevette la nomina ad accademico d'Italia, accettò la direzione dell'Istituto di Studi sul Rinascimento e della rivista La Rinascita. 
Nel 1942 venne eletto, a Weimar, vice presidente del congresso dell'Unione Europea degli Scrittori 
Nel 1953 Papini fu colpito da una seria malattia: una paralisi progressiva che lo privò dell'uso delle gambe e delle braccia e perfino, nella sua fase terminale, della parola.



venerdì 8 gennaio 2016

L'8 gennaio 1562 nasceva a Firenze il pittore Cosimo Gamberucci, esponente del tardo manierismo fiorentino, caratterizzato da composizioni semplici e pacate. Probabilmente allievo di Santi di Tito, venne immatricolato all'Accademia delle arti del disegno nel 1578. La sua attività data dal 1580 al 1620, anno in cui dipinse la Samaritana al pozzo per la stanza del lavabo del complesso di San Salvi.
Lavorò per molte chiese famose a Firenze e a Pisa, oltre che nella galleria di Casa Buonarroti e fu autore di numerose pale d'altare, tra cui spiccano un'Adorazione dei Magi (1595) nella chiesa di Santa Maria a Dicomano e un San Marziale più tardo nel Duomo di Colle Val d'Elsa.
Nel 1606 compì un viaggio a Roma e a Napoli.

San Vincenzo Ferrer risana gli infermi, 1580-1585, Firenze, Santa Maria Novella, chiostro grande

La Samaritana al pozzo

Michelangelo con Francesco I de'Medici, Firenze, Galleria di Casa Buonarroti

giovedì 7 gennaio 2016

UNA STORIA ARTISTICA A LIETO FINE. Oggi, 7 gennaio 2016, è stato riaperto, dopo ben 20 anni di chiusura di cui 9 di restauri, il teatro Niccolini di Firenze, il più antico della città. Precedentemente si chiamava Teatro del Cocomero, dal nome della strada in cui si trova (oggi via Ricasoli). La sua prima attività risale al 1648; ospitava infatti la prima compagnia stabile di teatro di prosa della città, l'Accademia drammatica, tra i cui fondatori si annovera don Lorenzo de'Medici. In seguito si chiamò Teatro degli Infocati (da quando l'Accademia cambiò nome in Accademia degli Infocati) e dal 1861, anno della morte a Firenze del drammaturgo Giovanni Battista Niccolini, prese il nome di Teatro Niccolini. Il restauro è avvenuto grazie agli imprenditori Mauro e Antonio Pagliai, della casa editrice Polistampa. 
Una bellissima storia a lieto fine, che dimostra che le opere artistiche contano e che si può trovare qualcuno che si impegni a farle rifiorire.
La gestione del Teatro è stata affidata all’Accademia degli Infocati rifondata da Pagliai, l’Opera del Duomo e la Fondazione Teatro della Toscana.




Il 7 gennaio 1702 nasceva a Firenze l’imprenditore e marchese Carlo Andrea Ignazio Ginori.
Figlio di Lorenzo Ginori e di Anna Maria Minerbetti, è divenuto celebre per aver dato origine alla Manifattura della porcellana di Doccia. 
La sua passione per la lavorazione della porcellana iniziò a Firenze nel 1735 e due anni più tardi, trasferitosi a Doccia (vicino Sesto Fiorentino) fondò la seconda fabbrica italiana di porcellane: la Manifattura Ginori. 
La fabbrica nel 1741 ottenne il monopolio per la produzione delle porcellane in Toscana e nel 1754 fu creata una Galleria in cui esporre i prodotti migliori della fabbrica, nucleo originario dell'odierno Museo Richard-Ginori della Manifattura di Doccia a Sesto Fiorentino.



mercoledì 6 gennaio 2016

LA CAVALCATA DEI MAGI A FIRENZE

La tradizionale Cavalcata dei Magi risale al XV secolo, quando a Firenze una compagnia di laici intitolata ai Santi Re Magi, decise di organizzare una festosa rappresentazione chiamata “Festa de Magi” che sfilava per le vie di Firenze con la cosiddetta Cavalcata dei Magi. La Cavalcata era composta da tre diversi cortei che si riunivano davanti al Battistero di San Giovanni e proseguivano insieme fino alla Basilica di San Marco.
Della Compagnia dei Santi Re Magi fecero parte i maggiori componenti della famiglia de'Medici e con la loro cacciata da Firenze, nel 1494, l'iniziativa fu soppressa.
Nel 1997 in coincidenza con i festeggiamenti per i 700 anni dalla posa della prima pietra della Cattedrale e della fondazione dell'Opera, venne deciso di riprendere un'antica e gloriosa tradizione fiorentina.
Il solenne corteo con in testa i Re Magi a cavallo oggi è composto da circa 700 figuranti.


Benozzo Gozzoli, Cavalcata dei Magi, Firenze

Il 6 gennaio 1536 moriva a Roma Baldassarre Tommaso Peruzzi, architetto, pittore e scenografo senese. Si formò come pittore a Siena con Pinturicchio e Francesco di Giorgio Martini al seguito del quale è probabile abbia iniziato un'attività architettonica, visto che gli è generalmente attribuito, a soli vent'anni, un ruolo progettuale per la Villa le Volte della famiglia Chigi. Agostino Chigi, banchiere papale, gli propose di trasferirsi a Roma nel 1503, ma l'architetto continuò comunque ad avere contatti con Siena. Proprio questo personaggio gli commissionò, a partire dal 1506, una sua villa sul Tevere, conosciuta come Villa Farnesina.
A Roma, dopo un periodo di collaborazioni, cominciò a lavorare autonomamente, dapprima prevalentemente come pittore, poi si dedicò alla scenografia teatrale e collaborò alla fabbrica di San Pietro. 
A Roma Peruzzi si dedicò intensamente allo studio dei resti antichi ricavandone molti disegni e rilievi. Il rapporto con l'antico fu al centro della propria ricerca architettonica, insieme ad una personale rilettura dei temi dell'architettura bramantesca e raffaellesca.
Peruzzi cominciò ad affermarsi come artista autonomo ed a lavorare anche fuori Roma, come a Carpi, a Bomarzo o a Bologna.
Si occupò anche della continuazione dei lavori al cantiere del Cortile del Belvedere, progettato da Bramante.
Dopo il Sacco di Roma del 1527, tornò a Siena, dove divenne architetto della Repubblica, e del cantiere del Duomo e lavorò a numerosi altri edifici civili, religiosi e militari. Partecipò all'assedio di Firenze, dalla parte degli assedianti, inviato dalla Repubblica senese.
In questa occasione, Peruzzi contribuì alla definizione della fortificazione alla moderna: bastioni e fortificazioni medievali non si adattavano più alle tattiche cinquecentesche, ed egli fu tra coloro che elaborarono e tradussero in pratica le nuove necessità.
Nonostante gli incarichi senesi, negli ultimi anni tornò a Roma, dove, nell'ultimo periodo della sua vita, fu reintegrato come architetto della fabbrica di San Pietro e manifestò pienamente le sue idee architettoniche libere, realizzando quello che è considerato il suo capolavoro: il Palazzo Massimo alle Colonne. Con tale sperimentale stile architettonico si pose tra i protagonisti del Manierismo.
È probabilmente sepolto nel Pantheon non distante dal suo maestro Raffaello.


Ritratto di Baldassare Peruzzi nelle Vite di Giorgio Vasari
Palazzo Massimo alle Colonne

Villa Farnesina


Palazzo Celsi Pollini, Siena

Villa Le Volte, Sovicille, Siena