venerdì 4 dicembre 2015

Il 4 dicembre 1799 nasceva a Lucca l’architetto Giuseppe Pardini. La sua formazione iniziò a Roma presso l'Accademia di San Luca e preseguì all'Università di Lucca. Nel 1818 ottenne il premio di Architettura Elementare e due anni più tardi quello di Architettura Superiore. 
Nel 1834 tornò definitivamente a Lucca dove fu nominato Maestro di Architettura e membro della Commissione di Incoraggiamento di Belle Arti, Arti e Manifatture.
Negli stessi anni avviò un’intensa attività di rinnovamento e trasformazione di case e palazzi già esistenti nella città di Lucca: Casa Zubbani, la Casa Petri, la Casa Calandrin, la Casa Ricci, la Casa Tessàndori, la Casa Lunardi, la Casa Dalli, la Casa Barsanti, la Casa Castiglioni e Benvenuti, la Casa Frugoli Raffaelli, la Casa Stefani e Lucchesi, mentre nel Granducato di Toscana lavorò al Palazzo Magnani a Pescia. Importanti interventi lo videro coinvolto a Pietrasanta, Viareggio, Carrara, Altopascio, Castelnuovo Garfagnana e Bagni di Lucca, località turistica di fama internazionale, nella quale eseguì diversi interventi per la colonia di stranieri, il Regio Casino dei Giuochi, la Casa di Jules Janin, la Casa Niccolai, la neogotica Chiesa Inglese al Bagno alla Villa, il progetto per il Foro Carlo Lodovico o Piazza Borbonica al Ponte a Serragli, il progetto per le Terme Carlo Lodovico al Bagno alla Villa, la Villa Gregory ed il Ponte dell’Ospedale Demidoff sul Torrente Camaione.


giovedì 3 dicembre 2015

Il 3 dicembre 1605 moriva a Firenze il pittore Gregorio Pagani. Orfano del padre, l’educazione di Gregorio fu affidata agli amici di famiglia tra cui il pittore Maso da San Friano e il senatore fiorentino Bernardo Vecchietti, suo padrino, che lo orientò alla pittura, destinandolo alla bottega di Santi di Tito, dove si impratichì nel disegno dal naturale e sperimentò un nuovo «modo di colorire naturale e vero» insieme a Ludovico Cigoli, suo compagno di bottega, con il quale instaurò un rapporto amicale e condivise, negli ultimi due decenni del Cinquecento, il ruolo di riformatore della pittura fiorentina. Insieme fecero un viaggio che li portò ad Arezzo, dove poterono ammirare la Madonna del popolo di Federico Barocci giunta nel 1579, da cui fu ispirato.
Nel 1576 venne accolto nell’Accademia del disegno, fu eletto accademico nel 1594 e ricoprì vari incarichi fino al 1602.
Oltre a Firenze, dipinse opere per Città di Castello, Recanati, San Giovanni Valdarno.

Ritratto di Gregorio Pagani
Cristo in casa di Maria e Marta, primo decennio del Seicento, Firenze, Galleria degli Uffizi
S. Domenico ottiene da Onorio III la conferma dell’Ordine, lunetta del chiostro grande di Santa Maria Novella, Firenze, 1584

mercoledì 2 dicembre 2015

Il 2 dicembre 1873 nasceva a Firenze il pittore, architetto, scenografo, grafico e ceramista Galileo Chini, uno dei pionieri del Liberty in Italia. La famiglia aveva già dimostrato grandi doti artistiche, col nonno Pietro Alessio e lo zio Dario, il primo lavorando molto in Mugello come restauratore, il secondo decoratore e restauratore di affreschi per conto anche dell'ufficio regionale della Toscana. Galileo rimase molto presto orfano di padre e cominciò il suo apprendistato presso la bottega dello zio, iscrivendosi poi all'Accademia di Belle Arti di Firenze, dove conobbe Plinio Nomellini, Ludovico Tommasi, Giuseppe Graziosi, Libero Andreotti. Nel 1896 fondò a Firenze la manifattura "Arte della ceramica" con sede in via Arnolfo. I vasi e gli oggetti decorativi si situarono subito all'avanguardia in Italia per il loro precoce adeguarsi a repertori iconografici di matrice modernista con forti influenze orientali, ottenendo significativi riconoscimenti in numerose esposizioni. Nella pittura, stimolato forse dall'amico Nomellini e dalle opere di Segantini e di Previati, si volse a tematiche simbolistiche. 
Nel 1907 diede vita, insieme ai cugini Chino e Pietro, alla "Manifattura Fornaci S. Lorenzo - Chini e C. Borgo S. Lorenzo - Ceramiche e vetri d'arte", la cui attività durò fino alla seconda guerra mondiale. Questa manifattura aggiunse alla tradizionale produzione in vasi e oggetti decorativi, con frequente uso, soprattutto fino al 1911, di grès, quella di vetrate d'arte e piastrelle. Oltre a Firenze e nel Mugello, lavorò a San Miniato, Montecatini, Salsomaggiore Terme, Città di Castello, in Versilia, e dal 1911 al 1914 fu chiamato dal re del Siam, che aveva ammirato i suoi lavori alla Biennale di Venezia nel 1907, a lavorare a corte. Organizzò molte mostre personali, sia in Italia che all'estero.

Autoritratto, 1901, Pescia, Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia

Piatto con volto femminile, 1898-1900, Arte della Ceramica

Grande vaso, 1903-1904, Arte della Ceramica

Insegna della Manifattura Chini a Borgo San Lorenzo (Fi)

Insegna dell'Hotel Ristorante la Pergola (oggi non più esistente), Borgo San Lorenzo

Vecchio cimitero di Sam Phaya, 1913, Milano, collezione Galardi

Canale a Bangkok, 1912, collezione privata

Abside col Cristo benedicente in trono con i santi Lorenzo e Martino, 1906, Borgo San Lorenzo, Pieve

Decorazione nella sala del trono del palazzo Ananta Samakhom Dusit, 1911-1913

Galileo Chini

La primavera classica, 1914, Montecatini, Fondazione del Credito Valdinievole

Decorazione interna delle Terme Berzieri di Salsomaggiore Terme, 1920-1923

martedì 1 dicembre 2015

Il 1°dicembre 1455 moriva a Firenze lo scultore, orafo, architetto, scrittore d'arte Lorenzo Ghiberti. Fu uno dei diffusori del linguaggio rinascimentale, insieme a Masolino da Panicale e Michelozzo, che riordinarono la cultura tardo gotica secondo i nuovi principi: nelle sue figure seppe fondere insieme le linee eleganti del gotico internazionale con le bellezze dei nudi ellenizzanti, il naturalismo attento al dettaglio e il gusto archeologico rinascimentale, inserendo le sue figure in scene costruite con una prospettiva più intuita che reale, seguendo maggiormente i criteri dell'ottica medievale piuttosto che le novità di Brunelleschi e Alberti.
Ghiberti si formò nella bottega d'oreficeria del padre, come accadeva di norma per gli artisti dell'epoca: più o meno negli stessi anni si formavano in botteghe orafe Brunelleschi, Donatello e Luca della Robbia.
L'artista compì un breve viaggio a Pesaro nel 1400, per poi tornare a Firenze e partecipare al celeberrimo concorso del 1401 per la realizzazione della porta Nord del Battistero, che vinse. La sua bottega divenne il primo importante centro della fusione del bronzo e ricevette importanti commissioni, dalle statue ordinate dalle arti di Calimala, del Cambio e della Lana per Orsanmichele ai rilievi per il fonte battesimale di Siena. Sempre l'arte di Calimala gli commissionò la porta est del Battistero, chiamata porta del Paradiso, realizzata in collaborazione con numerosi aiuti, dove viene scelto un più semplice schema compositivo che abbraccia la rappresentazione prospettica, tuttavia non rinunciando alla ricchezza narrativa e al gusto per i particolari. Scrisse i Commentari, in tre libri, dopo il 1448, mostrando una diretta conoscenza dell'arte antica (Plinio, Vitruvio) e una viva sensibilità per l'arte toscana del XIV e XV secolo.

Autoritratto, porta Nord del Battistero di Firenze
San Matteo, 1419-1420, Firenze, Orsanmichele
Autoritratto, porta Est (porta del Paradiso) del Battistero di Firenze

Santo Stefano, 1427-1428, Firenze, chiesa di Orsanmichele

La tomba di Lorenzo Ghiberti in Santa Croce a Firenze

Il Sacrificio di Isacco, 1401, formella per il concorso della porta Nord del Battistero di Firenze


L'arca di San Zanobi, 1432-1442, Firenze, Santa Maria del Fiore

La Porta del Paradiso

San Giovanni Battista, 1412-1416, Firenze, chiesa di Orsanmichele


Il 30 novembre 1650 nasceva a Lucca l'architetto Domenico Martinelli. Studiò all'Accademia di San Luca di Roma dopo essere stato ordinato prete; la maggior parte del suo lavoro si svolse oltre le Alpi, a Varsavia, Praga, nei Paesi Bassi, ma soprattutto in Austria, dove importò l'architettura barocca italiana.

Palazzo Liechtenstein, 1692-1702, Vienna

Palazzo Chigi-Odescalchi, Roma (modello d'ispirazione per il palazzo Liechtenstein)

Palazzo Harrach, 1690 ca., Vienna

Palazzo Kaunitz a Slavkov u Brna

Il 29 novembre 1466 nasceva a Siena il banchiere e armatore Agostino Chigi. Fu uno dei maggiori mecenati del Rinascimento ed ebbe importanti rapporti di affari con i pontefici Alessandro VI, Giulio II e Leone X. Amante dello sfarzo e dell'arte, commissionò numerose opere ad artisti del valore di Raffaello, del quale fu grande amico, di Baldassarre Peruzzi, di Sebastiano del Piombo e del Sodoma. Dopo il matrimonio con Margherita Saracini, da cui non ebbe figli, prese come amante la bellissima cortigiana Francesca Ordeaschi (o Ardeasca), conosciuta a Venezia. A distanza di alcuni mesi dalla morte della prima moglie, Francesca entrò ufficialmente nella splendida Villa Chigi, progettata da Baldassarre Peruzzi lungo le rive del Tevere, divenendone a tutti gli effetti l'invidiata, ma indiscussa première dame. Per celebrare il loro amore, Agostino commissionò a Raffaello l'illustrazione della favola di Amore e Psiche tratta da Le metamorfosi di Apuleio in quella che verrà in seguito denominata Loggia di Psiche, al pianterreno della Villa. Dopo diversi anni, Agostino sposò la madre dei suoi figli il 28 agosto 1519, con rito officiato dallo stesso Leone.
Morì prima di vedere la nascita del suo quinto figlio, a 55 anni. È sepolto nella cappella di famiglia in Santa Maria del Popolo a Roma.

Sebastiano del Piombo, presunto ritratto di Francesca, l'amante di Agostino

B. Peruzzi, villa Farnesina

Raffaello e aiuti, Loggia di Galatea, Roma, Villa Farnesina

Raffaello, la Cappella Chigi in Santa Maria del Popolo, Roma

Trionfo di Galatea, particolare della loggia di Galatea, Roma, Villa Farnesina

Raffaello e aiuti, Loggia di Psiche, Roma, Villa Farnesina

Il 28 novembre 1784 nasceva a Firenze il pittore Giuseppe Bezzuoli. Specializzato in soggetti storici, affrescò ville e palazzi e eseguì molti ritratti. Preferì i temi romantici, ma non si allontanò dai canoni accademici. Insegnò all'Accademia di Belle Arti di Firenze e fu professore di pittura nel 1844, succedendo al suo maestro Pietro Benvenuti. Egli ebbe allievi che, in seguito, divennero celebri: Antonio Ciseri, Carlo Ademollo, Annibale Gatti, Giovanni Fattori e Silvestro Lega.
Al Bezzuoli appartenne la villa che porta il suo nome, Villa Bezzuoli, situata a Fiesole. È sepolto nella basilica di San Miniato al Monte, a Firenze.

Studio di luce ed ombra, 1824, Rio de Janeiro, Museu Nacional de Belas Artes

Entrata di Carlo VIII a Firenze, 1829, Firenze, Palazzo Pitti, Galleria Palatina

Maria Antonia di Borbone, 1840 ca., Firenze, Palazzo Pitti, Galleria Palatina

San Remigio battezza re Clodoveo, 1821, Firenze, chiesa di San Remigio

Maria Antonia di Borbone, 1847 ca., Firenze, Palazzo Pitti, Galleria Palatina

Il Granduca Leopoldo II con le insegne dell'ordine di Santo Stefano, 1840, Pisa, Palazzo della Carovana