venerdì 20 novembre 2015

DA QUANDO SONO ILLUMINATE LE STRADE DI FIRENZE?

Nel 1809 a Firenze fu deciso di illuminare a olio tutte le strade della città. Originariamente le lampade dovevano essere accese manualmente. Già nel 1840 si contavano in città oltre 362 lampioni.
In San Frediano (via dell'Anconella) è ancora presente uno dei pochi resti di archeologia industriale ottocentesca: il Gasometro. Fu costruito nel 1846 e successivamente ampliato nel 1896. La sua funzione era quella di immagazzinare e regolare la pressione del gas (ossido di carbonio) prodotto dalla parziale combustione del carbone, e veniva usato per gli usi domestici, il riscaldamento e l'illuminazione pubblica.

Gasometro in via dell'Anconella a Firenze

Il 20 novembre 1815 nasceva a Torino Margherita Maria Teresa Giovanna di Savoia. Fu la prima regina consorte d'Italia, dato che la moglie del re Vittorio Emanuele II, Maria Adelaide d'Austria, era morta prima della proclamazione del Regno d'Italia. Negli anni in cui fu al fianco di Umberto I come principessa ereditaria e, dal 1878, come regina d'Italia, ebbe grande influenza sulle scelte del marito e affascinò la popolazione, facendo sapiente uso delle proprie apparizioni pubbliche, concepite per attrarre il popolo con un abbigliamento ricercato e una costante affabilità.
Dopo il matrimonio con Umberto nell'aprile del 1868, il viaggio di nozze fu organizzato con uno scopo preciso: avrebbero percorso tutta la penisola per farsi conoscere, nell'intento di creare un'unità di sentimenti. 
La mattina del 30 aprile entrarono a Firenze, a quel tempo capitale, accolti dall'entusiasmo della folla, ricevendo in dono dal sindaco Lorenzo Ginori Lisci «un giglio costellato di rubini con una margherita dalle foglie di brillanti», omaggio alla principessa anche nella scelta del fiore chiamato ad ornare il simbolo della città. La sera, a Palazzo Pitti, venne organizzata una sontuosa festa in loro onore.


M. Gordigiani, Ritratto della regina Margherita di Savoia

Margherita in una foto del 1868

M. Gordigiani, Ritratto della regina Margherita di Savoia in abito azzurro

Il 19 novembre 1557 moriva a Firenze Maria de’ Medici, figlia primogenita di Cosimo I ed Eleonora di Toledo. 
Maria fu educata insieme ai suoi 11 fratelli a Palazzo Vecchio, le venne insegnato dalla madre lo spagnolo che parlava fluentemente. 
Venne promessa sposa ad Alfonso II d’Este ma le nozze non avvennero mai a causa della morte improvvisa della giovane donna, colpita da febbri malariche nel 1557. 
Venne sepolta nell'oratorio della Fortezza di Livorno. Alfonso sposò poi sua sorella Lucrezia, sulla quale pesano sospetti di avvelenamento da parte di Alfonso stesso.





mercoledì 18 novembre 2015

VILLA MONTALTO (via del Salviatino)
L'antico edificio risale al XIV secolo, ma nel 1885 fu avviata la ricostruzione dell'intero complesso per volere del principe prussiano Fritz von Hochberg. Più tardi la proprietà passò alla famiglia napoletana De Marinis, tra i quali spiccava il bibliofilo Tammaro De Marinis, che raccolse nella villa la propria biblioteca e collezione di opere d'arte. Fu lui ad ospitare il filosofo Giovanni Gentile, che qui, davanti al cancello della villa morì il 15 aprile 1944, assassinato da un commando di partigiani comunisti.
..Ci lasciano un po' basiti gli ultimi interventi di restauro della casa del casiere della villa, decisamente discutibili..


Abitazione del casiere (com'era fino a poco tempo fa)
Abitazione del casiere oggi


Giovanni Gentile

Il 18 novembre 1661 nasceva a Firenze Filippo Buonarroti, antiquario, numismatico e archeologo. Discendente del grande Michelangelo, fu funzionario della corte di Cosimo III de' Medici e tra i primi a studiare Etruscologia. I reperti etruschi e le antichità che oggi si trovano nel palazzo museo di famiglia a Firenze, Casa Buonarroti, sono suo diretto contributo. Studiò diritto per volere della famiglia e svolse il suo praticantato a Roma, dove si appassionò anche agli studi scientifici e all'archeologia; uno dei suoi scritti più famosi è "Osservazioni sopra alcuni frammenti di vasi antichi di vetro ornate di figure trovati nei cimiteri di Roma" del 1716, in cui scrive che la crudezza estetica dell'arte cristiana primitiva, spesso rimarcata dai conoscitori dell'arte romana, serviva a intensificare la pietas dell'artigiano, una prima espressione di apprezzamento per l'arte primitiva.
Nel 1704, con il consenso dei fratelli Buonarroto e Gismondo, Filippo divenne proprietario del museo e della libreria di casa Buonarroti, con tutti gli edifici adiacenti al palazzo di via Ghibellina.
www.casabuonarroti.it

Frontespizio dell'opera dedicata a Cosimo III

Casa Buonarroti
La sala archeologica di Casa Buonarroti


martedì 17 novembre 2015

Il 17 novembre 1503 nasceva a Monticelli di Firenze Agnolo di Cosimo di Mariano, detto Agnolo Bronzino, forse per il colore dei capelli. E' noto per essere uno tra i più raffinati e mirabili pittori del Manierismo fiorentino e per aver realizzato abilmente alcuni dei più bei ritratti della corte medicea nella Firenze tardo rinascimentale. 
Figlio di un macellaio, compì il suo apprendistato presso Raffaellino del Garbo e verso il 1515 venne preso a bottega dal Pontormo, con cui collaborò nelle decorazioni del chiostro della certosa del Galluzzo e della cappella Capponi in Santa Felicita. Oltre a questi affreschi, realizzarono insieme anche il Pigmalione e Galatea della Galleria degli Uffizi.
Nel 1531 Bronzino si trasferì a Pesaro, da dove cominciò la sua attività come abilissimo ritrattista.
La commissione più importante per lui, la decorazione della cappella privata della moglie di Cosimo I, Eleonora di Toledo, arrivò nel 1539, in seguito all'ammodernamento di Palazzo Vecchio, voluto da Cosimo I che aveva qui spostato la dimora medicea; divenne inoltre il ritrattista ufficiale di corte. Nel 1541 entrò nell'Accademia Fiorentina, nel 1548 fu a Roma, tornando poi a Firenze nel 1557, alla morte del Pontormo, per terminare gli affreschi del coro della chiesa di San Lorenzo a Firenze.
Sembra che ebbe relazioni sentimentali col maestro Pontormo e con Alessandro Allori, suo allievo, con cui convisse fino alla morte. Ad entrambi ha dedicato alcune poesie.

Pala d'altare nella cappella della granduchessa Eleonora di Toledo, 1540 ca., Firenze, Palazzo Vecchio

Alessandro de'Medici, 1555-1565, Firenze, Galleria degli Uffizi

Bia de'Medici, 1542 ca., Firenze, Galleria degli Uffizi

Cosimo I de'Medici in armatura, 1545, Firenze, Galleria degli Uffizi

Eleonora di Toledo col figlio Giovanni, 1545, Firenze, Galleria degli Uffizi, Tribuna

Francesco I de'Medici, 1551, Firenze, Galleria degli Uffizi

Ferdinando de'Medici, 1555-1565, Firenze, Galleria degli Uffizi

Garcia de'Medici, 1555-1565, Firenze, Galleria degli Uffizi

Venere, Cupido e il Tempo (allegoria della Lussuria), 1540-1545, Londra, National Gallery

Pigmalione e Galatea, 1523-1532, Firenze, Galleria degli Uffizi

Lucrezia Panciatichi, 1540 ca., Firenze, Galleria degli Uffizi

Bartolomeo Panciatichi, 1540 ca., Firenze, Galleria degli Uffizi

La poetessa Laura Battiferri, 1555-1560, Firenze, Palazzo Vecchio

Il 16 novembre 1655 nasceva a Firenze il pittore Alessandro Gherardini. Apprese il mestiere di pittore da Alessandro Rosi, già allievo di Cesare Dandini e dal 1677 pittore dell'arazzeria medicea. Viene considerato "l'ultimo importante pittore fiorentino puro", che anticipa le correnti decorative della pittura del Settecento. Si iscrisse all'Accademia del Disegno di Firenze nel 1676 e nel corso della sua vita si spostò a Pontremoli, In Lombardia, Venezia, Parma, Livorno e presso la corte danese.
Una delle sue opere più significative fu la decorazione di alcune stanze al piano nobile del Palazzo Corsini sul lungarno al Parione, da cui scaturì il periodo di maggiore attività dell'artista, chiamato per lavori in chiese e palazzi nobiliari di Firenze.

Soffitto di Santa Verdiana, Castelfiorentino

Soffitto della galleria di Palazzo Giugni

Volta dell'alcova, Firenze, Palazzo Corsini, appartamenti orientali

San Gerolamo penitente