mercoledì 16 marzo 2016

Il 16 marzo 1425 moriva a Firenze il teologo ed oratore domenicano Leonardo Dati. Entrato nell'ordine domenicano nel 1375, fu Maestro Generale dell'ordine dei predicatori, dal 1414 fino alla sua morte, oltre a Priore dal 1401 in Santa Maria Novella. Scrisse soprattutto testi di argomento teologico e filosofico e fu intellettuale molto colto, come si ricava dalle omelie che pronunciò durante i concilii, piene di riferimenti letterari.
Fu anche generoso sostenitore delle attività del fratello Gregorio Dati, mercante e diarista. A Leonardo Dati, assieme al fratello Gregorio, è anche attribuita la paternità de La sfera, poemetto in ottave di contenuto astronomico-geografico, risalente alla seconda metà del XIV secolo. Fornisce molte informazioni sul mondo a lui contemporaneo, sul funzionamento delle bussole e su altre materie marinaresche, arricchite da osservazioni, disegni e note di viaggio. Come valore aggiunto ci sono veri e propri portolani, che rappresentano le linee di costa, i porti, le isole e descrivono le rotte di navigazione di quell'epoca.

L. Ghiberti, Lastra sepolcrale di fra' Leonardo Dati, 1425-1427, Firenze, Santa Maria Novella
Dettaglio della precedente lastra


martedì 15 marzo 2016

Il 15 marzo 1838 nasceva a Prato il pittore Alessandro Franchi. Si distinse come ritrattista e frescante, lavorando soprattutto nella città natale, Siena e la Liguria. Dal 1853 al 1863 frequentò l'Accademia Senese di Belle Arti, riportando premi ai concorsi annuali e triennali. Il suo stile pittorico, idealizzato ma con accenni realisti, è caratterizzato da una profusione di colori molto luminosi, riallacciandosi a varie correnti internazionali, quali la pittura dei Nazareni e il romanticismo italiano. Lavorò non solo a numerose piccole opere di carattere devozionale, ma anche a quadri e affreschi decisamente più impegnativi. Oltre all'insegnamento (fu professore di figura e pittura), Franchi rivestì diverse cariche pubbliche fra le quali quella di membro della Commissione provinciale conservatrice dei monumenti e belle arti, nel 1888.


Alessandro Franchi
Elia incontra la vedova nel bosco, esagono sul pavimento del Duomo di Siena

Cupola della cappella Vinaccesi, 1872-1876, Prato, Duomo

Affresco nella cappella Vinaccesi con episodio dell'Antico Testamento, 1872-1876, Prato, Duomo

Giosuè, 1872-1876, Prato, Duomo, Cappella Vinaccesi

lunedì 14 marzo 2016

Il 14 marzo 1837 nasceva ad Alessandria lo scultore Augusto Rivalta. Terminati gli studi all'Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova, nel 1859 Rivalta si recò a Firenze per il perfezionamento e di conseguenza si stabilì in città, frequentando lo studio Duprè e gli aderenti alla corrente fiorentina dei Macchiaioli. Nel suo lavoro è ben presente l'impostazione di tipo realistico. L'artista mantenne comunque forti legami con Genova e i paesi vicini, dove produsse alcune opere. A Firenze divenne titolare della cattedra di Scultura all'Accademia dal 1874. Partecipò a molte importanti mostre in varie città italiane.
Le sue opere si possono ammirare anche a Livorno, Roma, Chiavari, Trieste, Firenze.

Monumento a Giuseppe Garibaldi, 1889, Livorno

Monumento a Vittorio Emanuele II, 1892, Livorno

Ritorno dalla Posta, Firenze, Palazzo Pitti, Galleria d'Arte Moderna (foto Alinari)

domenica 13 marzo 2016

Oggi è il compleanno di Pietro Antonio Bernabei, pittore fiorentino. Nato nel 1948, è laureato in Medicina e Chirurgia e specializzato in Ematologia. Studiò l'arte della pittura nella città di Seattle con il maestro Andrew Chen e pittura cinese con il maestri Xiau Li a Seattle e Wang Wei a Pechino, oltre a seguire i corsi della Scuola Internazionale di Grafica di Venezia.
Dagli anni '90 la sua ricerca artistica si è diretta verso il valore estetico dell'immagine scientifica nell'ambito delle scienze della vita. Impiegò il termine "bioarte" per indicare la sua attività artistica, intrecciata con la biologia. Nel 2000 espose le sue opere in una mostra dal titolo BioArte, presso il Museo della Specola a Firenze.
Successivamente mise in opera il ciclo Strategie di sopravvivenza, in seguito produsse una serie di dipinti dal titolo Microscopia daltonica, basata sul fenomeno del daltonismo o cecità ai colori, in cui le opere sono eseguite in analogia con le tavole diagnostiche per tale affezione. In questi lavori si vuole affermare il ruolo dell'artista nel guidare la percezione fisiologica e cognitiva dei suoi dipinti. 
Ha realizzato inoltre una serie di opere digitali, partendo da pellicole impressionate per scopi diagnostici e di ricerca (TAC e Artefatti), di messa a punto di strumenti (Tarature), di tabelle numeriche e matematiche (Numeri) e tavole antropometriche (Antropometrie).
Ha studiato, in collaborazione con Massimo Gulisano, professore di Medicina e Chirurgia dell'Università di Firenze, le caratteristiche anatomiche delle opere di Michelangelo Buonarroti nel contesto degli studi anatomici del XVI secolo.

Pietro Antonio Bernabei
Scultura cellulare (lamina di osso), facente parte dell'Esposizione del progetto RELIQUIE al Museo "La Specola" di Firenze nel 2009.

Oceano, opera facente parte delle TAC e Artefatti


Opera facente parte di TARATURE

Confronto, 2008

sabato 12 marzo 2016

Il 12 marzo 1253 moriva a San Gimignano Iosefina Ciardi detta Fina, divenuta poi Santa Fina da San Gimignano.
Morì a soli 15 anni a causa di una malattia che la tenne a letto per circa dieci anni. La giovane riuscì ad affrontare questo suo calvario soltanto grazie alla sua profonda fede.
La sua immensa devozione fu un esempio per tutti coloro che si recavano a trovarla poiché Fina si mostrava serena e rassegnata al volere del Signore. 
Si spense il 12 marzo 1253 festa di s. Gregorio Magno, di cui era devota e dal quale avrebbe avuto l'annuncio della morte; al momento della morte si narra che le campane di San Gimignano suonarono a festa senza che nessuno le avesse toccate.
Moltissimi malati che, negli anni seguenti, fecero pellegrinaggio alla sua tomba furono miracolosamente guariti ed alcuni di loro divennero fra i più ferventi apostoli del culto della Santa. 
Le opere artistiche più importanti dedicate a Santa Fina sono la cappella che si trova all'interno della Collegiata decorata da Domenico Ghirlandaio e l'affresco di Benozzo Gozzoli nella vicina chiesa di Sant'Agostino.

Benozzo Gozzoli, Santa Fina

Domenico Ghirlandaio, Santa Fina

venerdì 11 marzo 2016

L'11 marzo 1563 moriva a Venezia il letterato e drammaturgo fiorentino Jacopo Nardi. Sulla sua educazione non si sa molto, tranne che dovette essere improntata sulla cultura umanistica e su di una forte religiosità. All'inizio del XVI secolo risalgono le sue prime opere e i suoi primi incarichi politici, tra cui priore e gonfaloniere di compagnia. Frequentò inoltre gli Orti Oricellari, dove conobbe Niccolò Machiavelli. Nel 1513 scrisse I sette trionfi del secol d’oro in occasione dei festeggiamenti per l’elezione al soglio pontificio di Leone X, al secolo Giovanni de’ Medici e in quello stesso anno dedicò a Lorenzo de’ Medici duca di Urbino la sua commedia I due felici rivali. Alla figura di Lorenzo si ricollega anche la Canzona sopra il carro delle tre dee, che sembrerebbe essere stata composta nel 1518 in occasione del matrimonio del Medici con Madeleine de la Tour d’Auvergne.
Esiliato in seguito alla restaurazione medicea, nonostante i buoni rapporti precedenti, si trasferì nel 1533 a Venezia. Si dedicò a traduzioni dal latino al volgare e redasse scritti polemici di forte impegno politico. Prima della sua morte aveva disposto che tutti i suoi scritti venissero dati alle fiamme.

Jacopo Nardi

Le Deche di T. Livio Padovano tradotte dal Nardi, Venezia 1547
http://www.abebooks.it/servlet/BookDetailsPL?bi=3056282446&clickid=16JX3JxfFRebQK71PM0wYWEGUkS3uYWBCXqpWo0&cm_mmc=aff-_-ir-_-59419-_-77797&ref=imprad59419&afn_sr=impact

Le Deche di T. Livio Padovano delle Historie Romane, Tradotte nella lingua Toscana, da Iacopo Nardi cittadino Fiorentino, & nuouamente dal medesimo riuedute & emendate, con le postille parimente accresciute nelle margini del libro, che diachiarano molti uocaboli delle cose uecchie, piu degne di cognitione: & molti nomi di Paesi, & citta, fiumi, monti, & luoghi, illustrati conomi moderni. Etappress, la ualuta delle monete Romane, ridotta al pregio di quelle de tempionostir: insieme con la dichiaratione di tutte le misure, quanto e stato necessario alla piena intelligenza dell'autore. [...]
http://www.abebooks.it/servlet/BookDetailsPL?bi=3056282446&clickid=16JX3JxfFRebQK71PM0wYWEGUkS3uYWBCXqpWo0&cm_mmc=aff-_-ir-_-59419-_-77797&ref=imprad59419&afn_sr=impact 

giovedì 10 marzo 2016

Il 10 marzo 1813 nasceva a Firenze Ferdinando Panciatichi Ximenes d'Aragona. Uomo di grande cultura, ricoprì un ruolo importante nella vita politica e sociale della Firenze del tempo. Fu un collezionista, mecenate, studioso di lingue antiche, esperto di botanica e nominato membro onorario dell'ordine degli Ingegneri e degli Architetti di Firenze.
Venne eletto deputato del Regno d'Italia ma dopo pochi anni deluso e amareggiato dalla politica italiana si dimise dall'incarico e lentamente abbandonò anche la vita sociale rifugiandosi nel suo sogno d'Oriente: il Castello di Sammezzano.